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La concorrenza sleale

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La concorrenza sleale consiste in attività dirette ad appropriarsi illegittimamente della clientela del concorrente, che si concretino nella confusione dei segni prodotti, nella diffusione di notizie e di apprezzamenti sui prodotti e sull’attività del concorrente o in atti non conformi alla correttezza professionale.

La concorrenza sleale si sviluppa, quindi, mediante l’utilizzo di metodi contrari all’etica commerciale e trova il fondamento del suo divieto nella necessità di imporre alle imprese regole di correttezza e di lealtà, in modo che nessuna di esse tragga vantaggi a discapito delle altre nella diffusione e nella collocazione dei propri prodotti.

I requisiti necessari per la configurazione della suddetta fattispecie sono:

  • il soggetto danneggiato deve essere un imprenditore.
  • l’imprenditore danneggiato deve operare in concorrenza con l’imprenditore sleale, anche qualora non si trovino nello stesso settore.

La concorrenza può manifestarsi in diverse forme:

  • Concorrenza sleale potenziale: si verifica quando due imprese pur offrendo prodotti o servizi diversi, abbiano come naturale espansione della loro attività prodotti / servizi identici affini o succedanei ad altra impresa.
  • Concorrenza sleale:la denigrazione e l’appropriazione.

La denigrazione può riguardare tanto la persona del concorrente quanto l’oggetto della sua attività.

L’appropriazione dei pregi si verifica ad esempio quando un imprenditore attribuisce ai propri prodotti qualità e caratteristiche che non possiedono e che sono invece propri dei prodotti del concorrente.

  • Concorrenza sleale confusoria e servile: consiste nell’uso abusivo dei segni distintivi altrui idonei a creare situazioni di confusione sul mercato, conseguente possibile sviamento della clientela a favore dell’impresa imitatrice.
  • Concorrenza sleale parassitaria: è un forma di concorrenza sleale confusoria che consiste nel comportamento di colui che trae profitto dagli studi, dalle spese di preparazione e di penetrazione altrui così utilizzando le realizzazioni già sperimentate, evita il rischio dell’insuccesso

Per difendersi da atti di concorrenza sleale è necessario depositare un ricorso dinanzi al Tribunale competente per territorio.

Parallelamente ai rimedi giudiziali, ne esistono altri di tipologia extra-giudiziale: si tratta della denuncia all’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato.

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